ITALIA- Fra due anni non sapremo più dove mettere i rifiuti, al Sud però è già emergenza

Entro due anni, non sapremo dove mettere la spazzatura. Tutte le discariche del Paese saranno piene. Quelle del Centro, in realtà, lo saranno tra meno di un anno, mentre in diverse aree del Sud è già emergenza. Questo l’allarme contenuto nel rapporto presentato a Roma da Fise Assombiente. “In Italia – si legge – si producono ogni anno 135 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e circa 30 di rifiuti urbani”. Di queste, finiscono a riciclo, rispettivamente, soltanto il 65 e il 47 per cento.

Una delle prime cose che lo stato dovrà fare sarà “riconsiderare la gestione delle discariche, facendo riferimento solo a impianti moderni e sostenibili. Oggi la capacità residua ha un’autonomia limitata” di circa 2 anni. Come secondo punto sarà necessario “limitare l’import-export dei rifiuti (ogni anno entrano e escono 9,5 milioni di tonnellate, circa 6 in entrata e 3,5 in uscita), una diseconomia che, per carenza di impianti, produce una perdita di potenziale di materia ed energia”; poi bisognerà “dotarsi di un sistema impiantistico adeguato al proprio fabbisogno“, e pianificare “nei prossimi 16 anni oltre 20 impianti per le principali filiere del riciclo, 22 di digestione anaerobica per la frazione umida, 24 di termovalorizzazione, 53 discariche”; quarto aspetto, è necessario “bloccare il ‘turismo dei rifiutì all’interno dei confini nazionali”, spostati “da una Regione all’altra per carenza di impianti di smaltimento, soprattutto al Sud”.

Inoltre il mondo sta per essere travolto da “uno tsunami di rifiuti elettronici”, al ritmo di 50 milioni di tonnellate l’anno. E’ l’allarme dell’Onu: ad oggi solo il 20% dei rifiuti elettrici ed elettronici viene smaltito tramite canali di riciclaggio ufficiali, eppure il loro valore è stimato intorno ai 55 miliardi di euro. Servono dunque misure urgenti, sottolineano le Nazioni Uniti, per migliorare la gestione delle scorie tossiche di questi rifiuti prodotti in tutto il mondo.
“Il nostro Paese – rileva il presidente di Fise Assoambiente, Chicco Testa – necessita di una strategia nazionale di gestione dei rifiuti che fornisca una visione nel medio-lungo periodo, almeno ventennale. Fare economia circolare significa disporre degli impianti di gestione dei rifiuti con capacità e dimensioni adeguate alla domanda“.

Alessandro Zurzolo

Redazione

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