“La Chimera” una storia interminabile

“La Chimera” quella comunità psichiatrica che é situata nel piccolo paese di Camini(RC), la quale da lavoro a 26 dipendenti, ancora oggi rischia di chiudere e di mandare tutti a casa. In una realtà così dura per i giovani lavoratori, perdere in un paese di 800 abitanti una struttura che dá lavoro a 26 famiglie é proprio uno schiaffo alla realtà.

Ricapitoliamo però da dove ebbe inizio questa storia “interminabile” il 23 marzo 2018 i NAS di Reggio Calabria effettuavano un ispezione igienico sanitaria presso la struttura interessata, a seguito di tale verifica i Nas inoltravano alla Regione Calabria una nota con la quale chiedevano di verificare se “La Chimera” avesse mantenuto o meno i requisiti normativi per l’esercizio dell’attività sanitaria ed il relativo accreditamento.

Detta richiesta veniva effettuata il 22 maggio 2018, ma l’Asp non effettuava l’attività richiesta dalla Regione Calabria non dando così riscontro alla stessa nota, l’ex commissario alla sanità, il Dott. Scura, il 2 agosto 2018 decide dunque di revocare l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sanitaria a “La Chimera” nel provvedimento di revoca si legge chiaramente che la chiusura è dovuta alla mancata ispezione.

Da un anno a questa parte inizia “l’interminabile storia” de “La Chimera” la quale sollecita più forte l’Asp di effettuare i controlli richiesti dalla Regione Calabria. Il rappresentante legale in seguito ai mancati controlli decide di fare ricorso al TAR ritenendo ingiusta la revoca dell’autorizzazione sanitaria, ricorso che fini con esito negativo per la comunità.

La rappresentante legale convinta della propria ragione decide dunque di fare ricorso alla consiglio di stato, la quale dà in un primo momento un sospiro di sollievo alla comunità e a tutti i dipendenti, ma in un secondo momento boccia il ricorso, con motivazioni la quale non facevano riferimento al ricorso stesso, decidendo inoltre di mandare la comunità in udienza di merito.

Dunque dopo queste vicende a dir poco assurde la stessa decidi di chiamare “Le Iene” la quale il 17 aprile 2019 intervengono, l’intervento sembra miracoloso infatti l’inviato de “Le Iene” riesce a farsi firmare un mandato di pagamento di €500.000,00 da parte del commissario cotticelli la quale si impegnava lui stesso a sistemare la questione della comunità.

Ma dopo oltre un mese il rappresentante legale invia questa lettera.

<<Salve le scrivo da “La Chimera” ormai attendiamo da quasi tre mesi un riscontro a quello che Cotticelli aveva promesso, ma che ci ha preso in giro a tutti. Di soldi neanche l’ombra e per non bastare neanche la commissione si vede anzi a tale riguardo invio la seguente documentazione:

1- Richiesta documenti per vigilanza;

2- Protocollo documenti inviati a Reggio Calabria;

3- Protocollo documenti inviati a Palmi;

4- Nota di riscontro che mancano documenti mancano;

5- Cotticelli che chiede di trasferire tutti i pazienti, chiudendo definitivamente la struttura senza però aver fatto ancora i controlli con la commissione;

6- Istanza del nostro avvocato;

Se non daranno seguito allora agiremo presentando denunce alla Procura di Locri, Palmi, Catanzaro e Reggio Calabria. Chi sta sta tentando di farci chiudere trova ogni pretesa per non far venire a vedere con i propri occhi che la nostra struttura è una delle prime a livello italiano e la prima a livello calabrese. Mentre a noi per forza ci vogliono chiudere ad altre strutture senza nessuna contenzione o ex accreditamento li stanno pagando e gli stanno accettando gli accreditamenti provvisori. ASSURDO

Denunceremo tutti alla Procura per abuso d’ufficio ed omissione datti d’ufficio. Ormai mandano solo medici a fare perizie di valutazione per portarsi via i pazienti e non campiamo come mai non mandano invece gli addetti della Commissione a vedere i reali requisiti che abbiamo dimostrato con oltre 700 pagine di documenti. AIUTO,AIUTO,AIUTO.

Saluti, La Chimera.>>

Dalla lettera si può capire che dopo questi mesi ancora non è cambiato nulla, il commissario Cotticelli si è fatto solamente il bello davanti le telecamere di tutta Italia, la comunità vanta ancora un debito di oltre 850 mila euro.

La situazione è ormai al collasso, i dipendenti minacciano ormai da giorni di abbandonare in massa il posto di lavoro perché non possiedono più neanche i soldi per la benzina. E come se non bastasse in data odierna, dalla comunità sono stati trasferiti due pazienti.

Alessandro Zurzolo

Redazione

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